Il progetto analizza il sistema agricolo piemontese, caratterizzato da una forte vocazione cerealicola ma da una progressiva riduzione del numero di aziende e della competitività. A fronte di cambiamenti climatici in atto, con aumento delle temperature ed eventi estremi, si evidenziano effetti negativi su qualità delle produzioni, pressione di patogeni e infestanti.
In questo contesto emergono le strategie di mitigazione e adattamento, in linea con gli obiettivi europei della strategia Farm to Fork, che promuove la riduzione degli input chimici e l’aumento della sostenibilità. Il progetto individua nell’agricoltura rigenerativa un modello capace di coniugare produttività e tutela ambientale.
Tale approccio si basa sulla valorizzazione del suolo e sull’incremento della sostanza organica, attraverso pratiche come l’uso di cover crops, la riduzione delle lavorazioni intensive e la diversificazione colturale. Queste tecniche migliorano la fertilità del suolo, la ritenzione idrica e la biodiversità, riducendo al contempo la dipendenza da input esterni.
Infine, l’adozione di sistemi rigenerativi consente di migliorare l’impronta carbonica delle aziende, favorendo nuove opportunità economiche legate ai crediti di carbonio e contribuendo alla sostenibilità e competitività del comparto cerealicolo.
Il progetto si articola in un insieme coordinato di attività sperimentali, dimostrative e divulgative finalizzate alla transizione dei sistemi cerealicoli verso modelli di agricoltura rigenerativa. Il coordinamento tecnico-scientifico garantisce il monitoraggio continuo delle attività, l’allineamento agli obiettivi progettuali e la gestione delle criticità, attraverso incontri periodici e report di avanzamento.
Il cuore del progetto è rappresentato da piattaforme sperimentali di lungo periodo dedicate allo studio delle cover crops estive e invernali, rispettivamente in successione a frumento e mais. Attraverso confronti tra diverse specie e gestioni del suolo, vengono valutati gli effetti su fertilità, disponibilità di nutrienti, rese produttive e qualità delle produzioni, oltre che sull’accumulo di carbonio e sull’impronta ambientale.
A queste si affiancano prove di intercropping e living mulch, volte a ridurre l’uso di input chimici, migliorare il controllo delle infestanti e incrementare la biodiversità e la funzionalità del sistema suolo-pianta. Parallelamente, vengono sviluppati sistemi colturali a scala aziendale che confrontano modelli tradizionali e rigenerativi, includendo rotazioni, lavorazioni conservative e strategie innovative di difesa, anche a basso impatto.
L’intero sistema è analizzato non solo dal punto di vista agronomico, ma anche economico e ambientale, attraverso indicatori di redditività, bilanci nutrizionali e carbon footprint, con l’obiettivo di fornire dati concreti e replicabili alle aziende agricole.
Un ruolo centrale è affidato alla divulgazione, con eventi in campo, seminari tecnici e attività digitali, pensati per trasferire conoscenze e risultati a agricoltori, tecnici e stakeholder. Il progetto mira così a costruire un modello operativo sostenibile, competitivo e scalabile per il futuro della cerealicoltura.
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BANDO |
SRG01/1/2024 |
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INTERVENTO E AZIONE |
SRG01 - Sostegno gruppi operativi PEI-AGRI |
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TITOLO DEL PROGETTO |
RADICE - Rigenerazione agricola di ecosistemi cerealicoli |
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DATA INIZIO PROGETTO |
02/03/2026 |
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COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO |
398,863.60 € |
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162,337.49 € |